Vino e territorio

I VIGNETI

Ci troviamo in collina, in una zona profondamente segnata da carsismo, i nostri vigneti sono ad altitudini comprese tra i 220 e i 260 m s.l.m. ben esposti e ventilati, non irrigati, sono immersi in una natura davvero incontaminata (anche gran parte dei nostri confinanti praticano l’agricoltura biologica), su terreni argillosi, rossi, ricchi di scheletro calcareo, poco profondi, giacenti su strati di marna rocciosa calcarea; alleviamo circa 3 ettari di vigneto e 1 ettari di frutteti, produciamo (nelle stagioni che ci sono state più favorevoli) circa 80 hl di vino, dei quali imbottigliamo 5-6000 bottiglie l’anno.

METODO DI COLTIVAZIONE

Cerchiamo di coltivare la vigna come se fosse il nostro orto, dal quale cogliere il cibo da offrire ai nostri figli. Tanta manualità quindi, zero chimica, e pochi, pochissimi interventi anche per quei prodotti che sono ammessi dal regolamento per l’agricoltura biologica. Tanto per dare un numero, nella stagione 2012 che si era avviata in primavera in modo non molto favorevole per l’intensità delle umidità e degli attacchi peronosporici, il quantitativo di rame metallico che abbiamo utilizzato è stato di circa 1.5 Kg/HA contro i 6 ammessi in A.B. non mancano le difficoltà, ne talvolta le delusioni (solo 25 hl nel 2012), ma stiamo facendo esperienza e siamo convinti che la strada intrapresa ci renderà gli sforzi profusi.

IN CANTINA

Nella nostra cantina valgono gli stessi concetti. La tecnologia è minimalista (pressa vaslein, pigiadiraspatrice, pompa a giranti, cisterne in acciaio, botti in legno), la regolazione delle temperature di fermentazione la eseguiamo facendo scorrere in apposite intercapedini dei casi vinari l’acqua piovana che stocchiamo in una vasca realizzata sotto la cantina; non utilizziamo lieviti, batteri o enzimi, ne alcuna altra sostanza se non l’anidride solforosa durante la fermentazione alcolica e solo per i vini che manifestano marcate difficoltà (2009 e 2011), comunque sempre in dosaggi modesti (all’analisi, il ns peggior merlot 2009, è arrivato a 38 ppm di SO2, livelli che talvolta possono essere equivalsi naturalmente). Facciamo il vino perchè ci piace e ci appassiona, lo facciamo come crediamo dovrebbe essere fatto, senza artifizi, lasciando che la vinificazione esprima ciò che il territorio consente nella sua vocazione.