Dietro al primo Riserva una grande storia

Dietro al primo Riserva una grande storia

Dietro al primo Riserva una grande storia

Ne siamo orgogliosi, è il nostro primo RISERVA.
Il progetto iniziato nel 2003 di produrre grande Carmenere sui Colli Berici ha segnato una tappa importante nel nostro percorso. Nel nostro primo DOC Colli Berici Cabernet Riserva, la nostra selezione di Carmenere in Purezza.
I nostri vigneti, piantumati tra il 2003 ed il 2006, all’epoca non hanno potuto fregiarsi del nome Carmenere, ma nel 2012 siamo riusciti a schedarli per tale varietà e più tardi ad utilizzare il nome anche per i vini.

Quello del Carmenere è stato un percorso tortuoso e per certi versi affascinante, ne sintetizziamo alcuni passi:

Intorno al 1820 il Carmenere si diffonde nel nordest d’Italia, probabilmente introdotto dalla zona di Bordeaux dal Conte di Sambuy e subito confuso con il Cabernet Franc.

Nel primo censimento vinicolo del 1961 viene identificato come Cabernet Franc.

Nel 1991 viene riconosciuto come varietà Carmenere.

Nel 2009 entra a far parte ufficialmente della DOC Colli Berici.

Di epoca romana, è citato da Plinio il Vecchio (nel 71 d.C.) che ne riporta la coltivatazione nell’attuale zona di Bordeaux, e da Columella, che poco prima sosteneva provenisse da Durazzo (Albania) e sapeva essere coltivato anche in varie zone dell’Hiberia (Spagna) e in particolare nell’attuale Rioja.

Il nome Carmenère pare derivi dalla parola “carmine”, per il colore particolarmente intenso del vino, fin dalla prima metà dell’Ottocento, era stato distinto dal Cabernet per i grappoli più grandi e più spargoli, per la vigoria, la scarsa fertilità, l’aroma e il colore più intenso delle bacche.

È proprio sui Colli Berici, l’area collinare a sud di Vicenza generata da un antico bradisismo, che il Carmenere ha trovato la sua zona di elezione, nella quale dà un vino di colore rosso rubino intenso, tendente al violaceo, di corpo, alcolico, provvisto di un lieve e caratteristico sapore erbaceo, che con l’invecchiamento si affina notevolmente.

Il territorio sembra disegnato appositamente per far maturare quest’uva difficile da coltivare. La terra è rossa, ricca di ossido di ferro, su pietra calcarea.

Sulle sommità del Monte Faeo, a San Germano dei Berici abbiamo vitato 1,5 HA con il Carmenere. In estate, l’area è torrida di giorno ma fresca alla sera per l’aria che si muove dai boschi circostanti e dalle vallate.

Il vino si presenta di color rosso carminio. Al naso piccoli frutti di bosco. Al palato tannini morbidi con molte spezie, in particolare pepe nero, poi cacao e frutti di bosco.

Sembra ormai che, dopo lunghe peregrinazioni, il “figliol prodigo”, troppo spesso confuso con il Merlot in Cile e con il Cabernet Franc in Italia, abbia finalmente trovato casa.

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